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Scelgo ancora te

30 maggio 2018 246

Il mestiere della mia vita.

La passione per il mio lavoro è nata così, quasi per caso e pian piano.

Inizialmente per un ragazzo di 19 anni trovarsi catapultato a lavorare di notte e dormire di giorno non è stato affatto facile, anzi. Ciò che ha contribuito a superare questo ostacolo è stata la passione per l’arte bianca. L’arte bianca è un mondo in cui tutte le notte fai nascere un prodotto unico, perché il lievito madre che utilizzo io, muta ogni giorno e bisogna essere in grado di rimanere sempre connessi con la natura e la stagione. Vi faccio un esempio: quando la stagione è molto umida bisogna diminuire gli assorbimenti negli impasti perché durante i lunghi tempi di impasto la massa che sta prendendo corpo nell’impastatrice assorbirà moltissima aria umida e viceversa. In inverno durante le freddi notti dove spira la tramontana l’acqua aggiunta progressivamente negli impasti non sarà mai sufficiente. Poi in primavera nella decina di giorni quando il frumento spiga, la farina ne risente tantissimo e di conseguenza panificare risulta un’impresa titanica senza additivi chimici. (Quest’anno che poi è scoppiato il caldo improvvisamente è stato quasi un incubo, ma ce l’ho fatta). Tutto il mio panificare è a zero chimica e ne vado continuamente fiero anche perché ormai i panifici a zero chimica sono mosche rare. Per non usare la chimica però bisogna sempre plasmare tutto in base ai fattori esterni, alcuni dei quali citati prima. Tutto ha fatto si che la passione per questo lavoro diventasse sempre più viscerale per me, ciò che pensi di creare lo vedi dopo 36 ore dall’inizio dell’impasto e rimane sempre un qualcosa da scoprire che mi da tanta emozione!

Essenziale, in questo lavoro, è ricordarsi ogni singolo passaggio perché se non viene proprio come vuoi devi essere in grado di correggerti al più presto.

Ho iniziato che avevo 19 anni, a 24 anni volevo mettermi in gioco per conto mio ma tante porte in faccia ho ricevuto, tantissime delusioni perché meglio abbattere che aiutare un giovane ragazzo solo perché dico sempre ciò che penso e non sopporto i compromessi!!! Un consiglio ragazzi, non mollate MAI!

Ma forse doveva andare così, perché ho capito cosa significa tenere duro. Poi grazie al dottor Ermanno Micucci e alla famiglia Biguzzi di Cesena, che ringrazio pubblicamente, mi hanno aperto il mondo su tutto ciò che sta dietro ad un processo chimico di lievitazione e quindi ho iniziato a sperimentare, provare, studiare sempre di più e ho spiccato il volo.

La passione, la gioia nel vedere i miei risultati contribuisce a sentire poco la stanchezza. Sono impegnato 7 giorni su 7 perché al sabato pomeriggio-sera devo iniziare la lavorazione dei lieviti che porteranno ad ottenere i pre-fermenti da rinfrescare alla domenica mattina che, porteranno a loro volta alla nascita dei primi pani della settimana. Tutto questo si ripete ogni singolo giorno, ma quando poi finalmente arrivo al traguardo delle ferie la stanchezza scende e ci vogliono alcuni giorni per riprendere le forze.

Se ci fosse la possibilità di rinascere sceglierei ancora questo mestiere.

 

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